ETERNAMENTE GRATA

Ricevo tanti messaggi. Questo voglio condividerlo con voi perché è speciale… “Le tue parole dedicate a tuo nonno lette oggi sul tuo blog mi hanno fatto piangere di lacrime passate che temevo di non poter piangere più. Riduttivo e inappropriato (e anche molto egoista) credere che queste lacrime siano scese perché c’entrano anche i miei ricordi, il mio, di nonni, che mi manca più in questo anno orribile ormai alle spalle e la sua terra che mi è così cara che a volte vado ad abbracciarla, la terra, a toccarla, ad annusarla, me la sfrego nelle mani. Sono lacrime che scendono per te, perché ho avuto la fortuna di conoscerti e perché come tutte le creature molto imperfette (categoria alla quale io appartengo più di tutti), a noi ci è dato sfiorarti maldestramente in corsa, ed essere orgogliosi e onorati di aver potuto osservare la tua anima, il tuo lavoro, la tua bellezza. Come diceva Montale, descrivendo “Esterina” mentre si tuffava da un molo nel mare in un gesto che potrebbe essere anche tuo, “ti guardiamo noi della razza di chi rimane a terra”.  Sono onorato di averti conosciuto e ti ringrazio di mantenere viva ancora la luce delle cose che contano, le cose belle che tu sei riuscita a esprimere nelle prime poche righe di ciò che hai scritto, in un mondo strano, violento, vuoto e sempre più ridicolo. Ti mando un grande abbraccio e ti faccio gli auguri di Buon Natale, a te e al tuo nonno che forse, ora, sta da qualche parte a discutere con mio nonno della salute del grano nei campi”.

Grazie di cuore per le tue parole, per la tua amicizia.

Piaciuto l'articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

BILANCIO DI FINE ANNO

Caro nonno, questo per me è stato un anno difficile…uno di quegli anni che ricorderò tutta la vita. Forse perché la mia vita è cambiata radicalmente e con lei sono cambiata io. Ti avevo promesso che mi sarei presa cura della tua terra, ti avevo promesso che l’avrei arata, seminata, avrei raccolto i suoi frutti.  E l’ho mantenuto.

Quando ti ho fatto questa promessa non mi rendevo conto di quello che volesse dire, non pensavo fosse così dura e così terribilmente coinvolgente nello stesso tempo. La tua terra, ex podere della curia di Regnano, era da qualche anno abbandonata…veniva qualcuno a tagliare l’erba e, quando succedeva, ti vedevo sbirciare dalla finestra con gli occhi lucidi per quanto ti dava fastidio.
A volte mi sono chiesta perché hai dato a me questo compito…poi ho capito…tu con la tua semplicità, sei sempre riuscito a leggere nell’anima delle persone. Ricordo quando ti chiedevamo un consiglio e tu, con la tua quinta elementare e con i tuoi proverbi in dialetto, trovavi sempre una soluzione a tutto.


Mi hai detto che la terra, se io l’avessi rispettata, mi avrebbe dato tanti frutti…e così è stato! Le mie api hanno volato felici sui fiori delle erbe aromatiche raccogliendo tanto miele e le farine del mio grano sono state così apprezzate!

Non me lo aspettavo di suscitare tanta attenzione, a volte di essere un piccolo punto di riferimento ( quanti ragazzi mi hanno mandato mail/messaggi  per sapere com’è la vita da contadini ). Grazie nonno, hai capito che questo lavoro faceva per me, che io dovevo sentirmi libera nei campi e che le mie insicurezze, con le mani sporche di terra, sarebbero andate via. C’è una cosa però che ti sorprenderebbe…sapere quante persone mi hanno aiutato…e quante mi hanno ostacolato ( non lo diresti, alcuni sono persone di cui eri amico e di cui ti fidavi ). E’ stata una sorpresa anche per me. Eppure sono diventata forte e ce l’ho fatta! Prega per me come io farò per te, ogni giorno. Mi manchi.

 

Piaciuto l'articolo? Fallo sapere ai tuoi amici